Presepe

Presepio Natale 2021

Presepio di natale 2021

alla RSA La rosa dei venti di rosolina

Vogliamo ringraziare particolarmente 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐆𝐚𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 (@gambardella_pastori_e_presepi), artigiano di San Gregorio Armeno (Na) che ci ha donato la maggior parte dei pastori che compongono questi presepi.
Ringraziamo di cuore anche 𝐋𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐢, dell’emporio solidale di Valdagno (VI), 𝐀𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐏𝐞𝐳𝐳𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨 di Crai Rosolina, 𝐒𝐢𝐥𝐯𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐨𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 e 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐑𝐮𝐳𝐳𝐚 per averci donato tante delle nostre decorazioni.
La solidarietà e la cooperazione si riconfermano fondamentali, ancor più in questo difficile periodo che stiamo attraversando.

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Albero Di Natale

Albero di Natale 2021

Albero di Natale 2021

L’albero di Natale, nella nostra casa di riposo, è stato preparato dagli ospiti che hanno sistemato le decorazioni per festeggiare le prossime festività.
I nostri educatori e operatori si sono molto impegnati in questi giorni dell’Avvento ad ispirare fantasia e creatività nei nostri ospiti.
I nostri ospiti hanno lavorato per far sì che la struttura risultasse la più accogliente possibile.
Alcuni dei nostri ospiti si sono impegnati a preparare le decorazioni e gli addobbi. Altri hanno scelto le statuine da mettere nel Presepio.
 
Non dimenticatevi di prenotare il centro tavola. Per questo rivolgetevi a Filippo per informazioni.
Albero Di Natale Centro Tavola Rosa Dei Venti

Gli ospiti della nostra RSA “La Rosa dei Venti” hanno realizzato a mano dei graziosi e originali “centro tavola”.
Una simpatica idea per decorare le nostre tavole in occasione delle prossime festività natalizie. 
Sono stati realizzati in totale sicurezza.

La tradizione dell'albero

Racconta la leggenda di un passerotto che volava allegro di ramo in ramo fischiettando. Un giorno, però, il freddo iniziò a pungere e il cielo non prometteva nulla di buono. L’inverno era alle alle porte e per il povero uccellino era tempo di trovare un riparo per poter sopravvivere alle temperature rigide e al gelo.
Fu così che il passerotto si rivolse a una quercia chiedendo di potersi riparare tra i suoi rami. “Non posso” rispose il grande albero “le mie ghiande si risentirebbero e tu le mangeresti tutte”. Il passerotto non si fece abbattere e si rivolse a un salice.
Ma anche in questo caso arrivò un rifiuto. “I miei rami soffrirebbero troppo nel darti riparo” disse il salice. Il passerotto ormai smarrito si rivolse al tiglio, alla betulla, all’olmo, tutti declinarono la sua richiesta di aiuto.
Il tempo ormai stringeva, il gelo stava diventando insopportabile e il passerotto era ormai allo stremo delle forze quando vide in lontananza un’abete.
Spinto dalle sue ultime forze, il povero uccellino, decise di fare un ultimo tentativo. “Caro Abete, sono allo stremo, mi posso riparare tra i tuoi rami” disse il passerotto.
Il possente albero lo guardò compassionevole e disse: “Certo caro uccellino, il freddo è pungente ma i miei rami ti daranno tutta la protezione necessaria”. Il povero volatile fece in tempo solo a dire grazie, si rannicchiò e cadde in un sonno profondo.
Nella notte una violenta bufera di neve colpì il bosco, il vento soffiò fortissimo ma il passerotto nel suo sonno profondo non si accorse di nulla protetto dai caldi rami dell’abete. Al risveglio, però, all’uccellino apparve un paesaggio desolato: tutti gli alberi avevano perso le foglie a causa del freddo.
Solo l’abete era rimasto verde e rigoglioso e da quel giorno divenne la nuova casa del passerotto.

Ecco spiegato perché sull’albero di Natale non può mancare un uccellino, dal pavone al martin pescatore, dal cardellino al colibrì, tutti rigorosamente con la clip, la molla e la coda di fibra vegetale o di piuma.
Ovviamente parliamo di uccellini in vetro soffiato, una delle decorazioni più diffuse che dall’inizio del Novecento sono prodotte in Germania e nell’est Europa.
Ancora oggi le soffierie utilizzano gli stessi stampi e i colori di un tempo creando oggetti che ci catapultano direttamente nel passato. Uno, ma meglio una mezza dozzina, di uccellini non può mancare sull’albero di Natale, segno di prosperità e di speranza.
Non a caso in Italia fino agli anni Sessanta l’uccellino con la clip sull’albero era segno di ricchezza, più ce n’erano e più il portafoglio era pieno.
Una tradizione questa sicuramente dovuta agli alti costi delle decorazioni in vetro in un periodo in cui per decorare l’albero si utilizzavano legni, frutta e caramelle.

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